Sabato, Novembre 25, 2017
Casa Don Guanella

Progetto

Sapere e il sapore nel "luogo delle relazioni"

In occasione della canonizzazione di Santo Luigi Guanella, la nostra comunità ha inteso realizzare numerose iniziative ed attività rivolte alla cittadinanza. Allo scopo di rinnovare il significato del pensiero guanelliano e la ragione stessa della nostra presenza in città, sono state realizzate numerose iniziative pubbliche dedicate a questo scopo.

Ricordiamo al proposito il convegno "Le radici dell'esperienza guanelliana: accoglienza, condivisione, santità" e la giornata per le famiglie allo stadio comunale di Lecco "La santità fa goal".

Un importante sforzo è stato prodotto per rinnovare ed abbellire la nostra struttura, nella direzione di esprimere, anche con il linguaggio della bellezza e dell'arte, un concetto di accoglienza, di condivisione e di coesione, tanto caro alla nostra comunità. La forza pedagogica dell'esperienza di scoperta del bello (del piacere di sperimentare ambienti gradevoli) ci sembra evidente, sia nel verso di attenuare le fatiche di chi vive una situazione di emarginazione e di sofferenza, sia di chi ha il compito di promuovere nuovo benessere.

Infatti, tutti abbiamo bisogno di un posto adeguato, di un luogo da considerare nostro che possa accogliere e custodire le nostre domande, dove si tentino delle risposte. Per questo la prima cosa a cui tendere è la costruzione di un luogo reale, piacevole, non fittizio, dove le persone che si vogliono bene possano ricevere benessere, innanzi tutto perché in quel posto si sta bene, è piacevole stare.

Abbiamo inteso realizzare un ambiente dove sia possibile donare e ricevere il bene, dove ci si scambi "relazione", un luogo dedicato alla comunicazione. Francoise Dolto diceva che la capacità di comunicazione coincide con la capacità di relazione. Noi ci permettiamo di osservare che gli ambienti sono essi stessi comunicazione e che, la relazione che avviene entro di essi, rappresenta il "capitale" più prezioso che abbiamo e che possiamo donare agli altri, specie a chi vive situazioni di sofferenza e di difficoltà. Per questo ci è sembrato fondamentale curare innanzi tutto il "luogo delle relazioni".

Entrando a Casa don Guanella, infatti, salendo le scale e percorrendo la grande hall che conduce alla direzione e alle comunità, guardando i recenti affreschi e le opere realizzate si respira proprio il sapere ed il sapore dell'esistenza: sapere inteso come luogo delle competenze necessarie ad affrontare degnamente la vita; il sapore invece fa riferimento ai valori che restituiscono significato al nostro lavoro quotidiano, fra cui senza dubbio l'unicità e la piena dignità di ogni persona.

L'educazione alla vita a Casa don Guanella comincia proprio così: apprezzare la vita a partire dalla bellezza degli ambienti, delle relazioni che vi sono custodite, delle persone che partecipano alla quotidianità.

Il tema della partecipazione entra dunque di diritto in questa nostra esperienza: è stato sorprendente osservare molte persone che si davano da fare intorno ad un progetto comune, chi mettendo in campo risorse professionali ed umane preziosissime, accanto a chi poteva offrire un contributo più materiale e generico e a chi, infine, poteva partecipare solo osservando ed esprimendo la propria meravigliata curiosità per quanto si stava realizzando.

Accanto al nostro lavoro di supervisione generale, abbiamo così potuto sperimentare la costante presenza di Milena Ghielmetti, che ci ha accompagnato in un paziente lavoro quotidiano, fin dall'ideazione del progetto fino alla sua completa realizzazione. Milena ha saputo co - progettare e fare propri i nostri desideri e pensieri, esprimendo con efficacia e passione quanto ha potuto conoscere frequentando la nostra Casa. È stato piacevole constatare il suo coinvolgimento, la sua partecipazione emotiva attiva ben oltre lo steccato meramente professionale, comunque notevole.

Così come ci sembra importante sottolineare il prezioso lavoro svolto dal pittore "Afran" che, per un lungo periodo, ha saputo condividere - nel senso di vivere-con – il quotidiano con tanti ragazzi, gli adulti, siano essi guanelliani, educatori o volontari, scoprendo dal di dentro una realtà che era a lui sconosciuta. Questo gli ha permesso di esprimere, efficacemente, una serie di immagini eloquenti e significative che sembrano narrate direttamente da un vero guanelliano, da una mano amica.

Di uguale importanza il contributo di numerosi volontari e di alcuni fra i giovani accolti a Casa don Guanella, che in qualche forma hanno deciso e potuto partecipare al nostro progetto.

A questo proposito, ci sembra interessante ipotizzare un beneficio sul versante della promozione di una cultura, specie nei giovani, orientata alla partecipazione, alla solidarietà e coesione, quale antidoto principale alla disgregazione sociale, al disagio e all'emarginazione, che i giovani accolti nella nostra comunità spesso hanno già sperimentato nella loro ancor breve vita.

Anche loro, anche noi, abbiamo potuto sperimentare, nel luogo delle relazioni, il sapere e il sapore.

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